Milano, 31 marzo 2025
Figlio d’arte, Pietro Morandi (classe 1997), in arte Tredici Pietro sin da bambino si avvicina alla musica, in particolare al rap, mettendo per iscritto le prime vere e proprie rime durante le scuole medie. Nel giugno 2018 esce il primo singolo Pizza e Fichi che da subito attira le attenzioni del pubblico. Non guardare giù, album in uscita venerdì prossimo, rappresenta sicuramente una transizione da un linguaggio strettissimo e generazionale ad un racconto più ampio, fatto di stili diversi, ancora intriso di sofferenza e domande ma alleggerito da canzoni che diventano veri e propri gioiellini come Verità, Galleggiare o Respirare. Canzoni che abbandonano in parte il ghetto rap per parlare ad un pubblico più ampio: “Se ci pensate questo è il pop di oggi. Anche quando negli anni ’60 mio padre pubblicò i primi brani vennero tacciati di essere musica leggera contrapposta ai brani impegnati“. Non guardare giù ha diverse letture, invita a non affacciarsi su problemi più grandi di noi, ma anche a non trascurarli del tutto. Provocazioni, richieste di aiuto, stigma di certi paradigmi propri del mondo rap. Piccolo Pietro è diventato grande e riesce anche a ringraziare i suoi genitori a cui, dice, deve tutto: “Senza mia madre non avrei avuto calore, senza mio padre non avrei imparato il valore” (Verità). E’ stato un vero piacere conoscere un artista così apparentemente lontano da me sia per genere musicale che per generazione. Dalla sfiducia nelle istituzioni della sua generazione, al “problema” di chiamarsi Morandi, ECCO LA NOSTRA VIDEO CHIACCHIERATA:
Paola Gallo
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